Fiori di bach

PERCHÈ CURARSI CON I FIORI

I fiori vengono utilizzati come integrazione ottimale e in sinergia con tutti i trattamenti effettuati, in base allo squilibrio psicofisico del paziente.
La Naturopatia, agisce rispettando la nostra natura fatta di preziose energie.

FIORI DI BACH

I fiori come metodo di cura: una terapia dolce, che si pone l’obiettivo di curare il paziente, non la malattia, grazie ai principi vitali dei fiori, considerando lo stretto legame tra lo stato d’animo e il malessere.

Cosa sono i Rimedi di Bach?

Sono un metodo semplice e naturale di cura attraverso l’uso di alcune varietà di fiori selvatici.
Questi rimedi, che prendono in considerazione i disordini della personalità del paziente piuttosto che la singola condizione fisica, furono studiati da Edward Bach negli anni ’30. Nel campo delle cosidette “medicine alternative” è evidente che le scoperte del dott. Bach rappresentano un approccio nuovo alla medicina, che può essere riassunto così: non importa di cosa soffra il paziente nel suo corpo, la causa prima di tale condizione potrà essere estirpata se si potrà risalire e rieguilibrare il disequilibrio che è nella psiche del paziente.
I fiori di Bach sono un insieme di 37 diversi tipi di fiori ed un acqua di fonte che servirebbero a curare 38 tipi di sintomi comportamentali.
Attraverso i fiori di bach verrebbe trasferita alla persona la loro “energia” o “memoria” permettendo così la regressione dei sintomi psicologici che sarebbero causa o potrebbero causare i malesseri fisici.

FIORI HIMALAYANI – UNA NOVITÀ

L’Himalaya è uno dei punti “energetici” della Terra dove è ancora possibile sentire l’energia potente della Natura e proprio qui infatti sono sati individuati questi fiori da M.Tanmaya naturalista e ricercatore australiano, nel 1990.
I fiori Himalayani non agiscono allo stesso modo di quelli scoperti da E.Bach, infatti più che rimuovere le tendenze mentali negative, essi stimolano le energie racchiuse a livello psicofisico nel nostro corpo. Tanmaya li ha chiamati “stimolatori dei plessi” e per differenziarli da quelli di Bach non vengono presentati con il nome botanico, ma con quello inglese che identifica le loro proprietà terapeutiche.